Le caratteristiche della psicoterapia psicoanalitica

Con il termine psicoterapia psicoanalitica (o psicodinamica, i due termini sono qui utilizzati come intercambiabili) ci si riferisce ad un ben preciso trattamento psicoterapeutico basato sulla teoria e sul metodo psicoanalitico che prevede incontri meno frequenti e una durata solitamente inferiore alla classica psicoanalisi. L’essenza della terapia psicoanalitica consiste nella sistematica esplorazione di quegli aspetti di sé che non sono completamente noti al paziente e che emergono nella relazione terapeutica e sono da questa influenzati.

Spesso i libri, i media ed opinionisti equiparano in modo grossolano la psicoanalisi ad alcune particolari vecchie speculazioni fatte da Freud o altri psicoanalisti anche più di un secolo fa, raramente presentando i concetti psicoanalitici così come oggi vengono intesi e praticati. Tali equiparazioni hanno contribuito ad un profondo fraintendimento del trattamento psicoanalitico. Per contribuire a dissipare alcuni falsi miti e facilitare una maggiore comprensione della pratica psicoanalitica, Jonathan Shedler della University of Colorado Denver School of Medicine ha provato a raggruppare quelle che sono le caratteristiche di base della tecnica psicoanalitica contemporanea (J. Shedler: The Efficacy of Psychodynamic Psychotherapy; 2010, American Psychologist, Vol. 65, No. 2, 98–109) che qui ripropongo:

 

  1. Focus sugli affetti e sull’espressione delle emozioni. La terapia psicoanalitica incoraggia l’esplorazione e la discussione di tutta la gamma delle emozioni del paziente. Il terapeuta aiuta il paziente descrivere e a dare voce ai sentimenti, tra cui anche sentimenti contraddittori, preoccupanti o minacciosi e a quei sentimenti che inizialmente il paziente può non essere in grado di conoscere o riconoscere (questo aspetto è in contrasto con il focus tipicamente cognitivo di altre terapie, dove la maggiore attenzione è posta sui pensieri e sulle credenze). Nel lavoro psicoanalitico vi è la consapevolezza che una comprensione intellettuale non è la stessa cosa di una intuizione emotiva, i cui effetti si avvertono a livello profondo e che porta a dei cambiamenti strutturali (questo è uno dei motivi per cui, ad esempio, molte persone intelligenti e con buona comprensione psicologica, nonostante siano consapevoli delle cause delle loro difficoltà, non sono comunque in grado di superare quelle stesse difficoltà: manca una reale e profonda comprensione emotiva).

 

  1. Analisi delle difese psichiche. In termini più semplici si tratta dell’esplorazione dei modi con cui una persona cerca di evitare pensieri e sentimenti disturbanti. La gente fa molte cose, consapevolmente e inconsapevolmente, al fine di evitare quegli aspetti dell’esperienza che sente come preoccupanti o disturbanti. Questo tipo di evitamento in terapia può assumere forme grossolane, come ad esempio sedute saltate, ritardi, o discorsi evasivi oppure può assumere forme sottili e difficili da riconoscere come cambiare improvvisamente discorso quando certe idee nascono o potrebbero nascere, concentrarsi su aspetti concreti di un’esperienza piuttosto che su ciò che è psicologicamente significativo, concentrarsi sulle cause esterne del proprio disagio piuttosto che sul proprio ruolo nel determinare gli eventi, e così via. Gli psicoanalisti sono specificamente addestrati per concentrarsi attivamente nell’individuazione e nell’esplorazione delle difese psichiche.

 

  1. Identificazione di temi e schemi relazionali ricorrenti. Gli psicoanalisti cercano di identificare ed esplorare temi e modelli ricorrenti nei pensieri, nei sentimenti, nel concetto di sé, nelle relazioni e nelle esperienze di vita dei pazienti. In alcuni casi un paziente può essere consapevole di mettere in atto modalità che sono per lui dolorose o controproducenti e nonostante ciò non essere in grado di evitarle (ad esempio: una donna che si ritrova ripetutamente attratta da partner non disponibili o già impegnati; un uomo che si sabota regolarmente quando un successo è a portata di mano). In altri casi, il paziente può non essere a conoscenza dei suoi modelli ricorrenti fino a quando il terapeuta non lo aiuta a riconoscerli e a comprenderli.

 

  1. Attenzione alle esperienze evolutive. In relazione alla identificazione dei temi e dei modelli ricorrenti viene attribuita particolare importanza alle esperienze precoci con le figure di attaccamento: l’attenzione sul passato non è fine a se stessa ma serve a individuare la relazione tra il passato e il presente, il modo in cui il passato tende a “vivere” nel presente. Il passato serve a gettare luce sulle difficoltà attuali e l’obiettivo è quello di aiutare i pazienti a liberarsi dai vincoli che si sono strutturati nelle passate esperienze per vivere più pienamente il presente.

 

  1. Focus sulle relazioni interpersonali. La terapia psicoanalitica si concentra in particolare sulle relazioni e sulle esperienze interpersonali dei pazienti (in termini teorici: sulle relazioni oggettuali e di attaccamento). In che modo il paziente entra in relazione con gli altri? Come si percepisce in relazione agli altri? Come percepisce gli altri rispetto a sé? Gli aspetti adattivi e non adattivi della personalità e del senso di sé infatti si formano nel contesto delle relazioni di attaccamento e le difficoltà psicologiche spesso sorgono quando interazioni interpersonali problematiche interferiscono con la capacità di una persona di soddisfare le proprie esigenze emotive.

 

  1. Focus sulla relazione terapeutica. Il rapporto tra terapeuta e paziente è di per sé un importante rapporto interpersonale che può diventare profondamente significativo e carico emotivamente. Quando vi sono dei temi ripetitivi nelle relazioni di una persona e nelle sue modalità di interazione, questi temi e modalità tendono in qualche modo a emergere anche nella relazione terapeutica sebbene spesso ciò accada in forme più complesse, sottili e “camuffate”. La ricorrenza di temi interpersonali nella relazione terapeutica offre un’opportunità unica per esplorarli e rielaborarli “in tempo reale” mentre si manifestano. L’obiettivo è acquisire una maggiore flessibilità nelle relazioni interpersonali ed una maggiore capacità di soddisfare le proprie esigenze affettive.

 

  1. Esplorazione delle fantasie mentali. A differenza di altri tipi di terapia in cui il terapeuta può attivamente condurre le sedute o seguire un determinato programma, nella psicoterapia psicoanalitica i pazienti sono invitati ed incoraggiati a parlare liberamente di tutto ciò che viene loro in mente, indipendentemente da quanto rilevante, pertinente, desiderabile o socialmente accettabile sia il contenuto dei loro pensieri. Quando i pazienti riescono a far questo (si tratta di un compito apparentemente semplice ma in realtà molto complesso: la maggior parte dei pazienti richiede molto tempo e un notevole aiuto da parte del terapeuta prima di poter parlare liberamente) i loro pensieri spaziano naturalmente in molti settori della vita mentale tra cui desideri, paure, fantasie, sogni e sogni ad occhi aperti. Tutto questo materiale rappresenta una ricca fonte di informazioni su come la persona vede se stessa e gli altri, su come percepisce, interpreta o evita alcuni aspetti dell’esperienza, e su come tutto questo interferisca con una potenziale capacità di trovare un maggiore piacere e significato della sua vita.

 

L’ultima frase rimanda ad un obiettivo più grande, implicito in tutti gli altri: l’obiettivo della terapia psicoanalitica comprende, ma va oltre, la remissione dei sintomi. Il successo del trattamento dovrebbe non solo alleviare i sintomi (cioè liberarsi di qualcosa), ma anche favorire lo sviluppo e l’utilizzo di risorse psicologiche latenti. A seconda della persona e delle circostanze, queste potrebbero includere la capacità di avere relazioni interpersonali soddisfacenti, utilizzare in modo più efficace le proprie doti e capacità, mantenere un realistico senso di autostima, essere in grado di tollerare una gamma più ampia di affetti, avere una vita sessuale più gratificante, essere in grado di capire se stessi e gli altri in modo più ricco e con maggiori sfumature, affrontare del sfide della vita con maggiore libertà e flessibilità. Questi obiettivi sono perseguiti attraverso un lavoro di auto-riflessione, auto-esplorazione e scoperta di sé che può svolgersi solo nel contesto di una relazione sicura e profondamente autentica tra terapeuta e paziente.

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“Il disagio psichico spesso ha ripercussioni sulle relazioni sociali, di coppia, genitoriali o lavorative e si esprime anche attraverso manifestazioni somatiche, disturbi del sonno, disturbi alimentari, disfunzioni sessuali e vari tipi di dipendenze (sostanze, gioco, internet)”
DOTT. LUCA MAZZOTTA

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