E’ importante non guardare solo al sintomo ma comprendere in che modo il sintomo ha a che fare con lei, in un particolare momento della sua vita, in una particolare situazione. I sintomi possono essere molto vari ed i più comuni sono ansia, attacchi di panico, bassa autostima, senso di inadeguatezza, depressione, mancanza di entusiasmo, pensieri ossessivi o comportamenti compulsivi, difficoltà nelle relazioni sociali o affettive, disturbi del sonno o dell’alimentazione, disturbi nella sfera sessuale. Un sintomo il più delle volte segnala un disagio nascosto e profondo che una buona psicoterapia può riconoscere e comprendere, facendo in modo che il pieno sviluppo del proprio percorso di vita possa proseguire.

La frequenza può essere di una o più sedute settimanali. Viene concordata all’inizio della terapia e dipende dalle specifiche caratteristiche della singola situazione. Una singola seduta settimanale può finire il più delle volte con l’essere monopolizzata dal classico “resoconto degli eventi”: la possibilità di lavorare con continuità sui vissuti emotivi è ridotta e più faticosa. Vi è meno spazio per mettere a fuoco, cogliere, comprendere e approfondire i nessi tra uno specifico problema, una specifica situazione e gli schemi ricorrenti nella propria vita. Una psicoterapia psicoanalitica richiede solitamente una frequenza più elevata, a due o più sedute settimanali. Va detto però che non sempre è necessario vedersi più di una volta a settimana: un percorso supportivo ad una singola seduta settimanale può essere sufficiente in alcune situazioni (spesso con gli adolescenti, oppure in un momento della vita particolarmente doloroso come quello che segue un lutto o una separazione, se questo non è complicato da una preesistente e importante difficoltà che il lutto o la separazione ha messo in luce), che vanno attentamente valutate nella fase di consultazione iniziale.

No, come per ogni prestazione specialistica è previsto il pagamento. Si tratta infatti di un momento molto importante e delicato per paziente e terapeuta. Da un lato necessita di un grande investimento emotivo, dall’altro si tratta di una prestazione professionale altamente specialistica. Non ritengo adeguata la pratica di “offrire” il primo colloquio gratuitamente: al di là delle varie ragioni che vengono addotte, si tratta a mio avviso di una modalità sottilmente “seduttiva e manipolatoria” in cui si cerca “convincere” il paziente.

Una consultazione di psicologia clinica o una seduta di psicoterapia individuale dura 45 minuti ed ha un costo di 90 euro. Nel caso di una psicoterapia il pagamento avviene solitamente durante l’ultima seduta del mese. E’ possibile effettuare il pagamento anche con Bancomat o Carta di Credito; le fatture per prestazioni di psicologia clinica e psicoterapia possono essere portate in detrazione come spese sanitarie.

No, solo i medici possono prescrivere i farmaci. La psicoterapia cerca di agire sulle cause del disturbo mentre il farmaco è sempre e solo sintomatico. Se lo riterremo necessario potremo discutere della possibilità di ricorrere anche ad una consultazione e ad una eventuale prescrizione farmacologica: se richiesto posso indicare dei nominativi di autorevoli psicofarmacologi e psichiatri di mia fiducia con i quali collaboro.

Una buona consultazione iniziale, così come un buon percorso psicoanalitico, ha bisogno di tatto e interesse. Ci incontreremo nel mio studio di Milano e lei sarà invitato ad esporre le sue difficoltà. Solitamente alla fine del colloquio cercherò di riassumere quella che sarà stata la mia comprensione delle sue principali aree di disagio. Molto realisticamente avremo bisogno di vederci ancora nei giorni successivi per approfondire e consolidare la riflessione già iniziata e portare a termine una adeguata valutazione iniziale.

Non si può sapere e comunque dipende da molti fattori, alcuni dei quali sono: il tipo di problema da affrontare, le capacità e l’esperienza del terapeuta e le risorse del paziente, gli obiettivi che si cerca di raggiungere. Un percorso di consultazione psicologica – per un meglio comprendere un particolare problema – dura solitamente pochi incontri (in media 8-16 colloqui). Nel caso di una psicoterapia “mirata” a trovare soluzione ad uno specifico problema la durata va nella maggior parte dei casi da alcuni mesi fino a due-tre anni. Nel caso di una psicoterapia psicoanalitica o di una psicoanalisi vera e propria il trattamento può durare anche di più. Questo non significa che i primi miglioramenti sintomatici non possano realizzarsi in tempi relativamente brevi: la mera scomparsa del sintomo però non sempre implica la risoluzione del problema che, se non viene perseguita, tornerà a presentarsi con forme diverse.

Tutti coloro che iniziano una psicoterapia hanno dei timori ed ognuno ha le proprie specifiche e significative paure. Quando ci accorgeremo della presenza di qualche timore, sarà fondamentale poterli esprimere pienamente. Un percorso psicologico, come qualunque relazione, deve basarsi sulla reciproca fiducia per non essere inevitabilmente destinato a fallire. La libertà di iniziare, proseguire o terminare il percorso è sempre salvaguardata.

Come previsto dal codice deontologico, lo psicologo e lopsicoterapeuta è strettamente tenuto al rispetto del segreto professionale: nulla di quanto emerge nei colloqui può essere rivelato a terzi né possono essere fornite a terzi informazioni circa le prestazioni professionali effettuate. Lo studio non ha segreteria ed è accessibile solo previo appuntamento. È possibile prenotare un appuntamento via mail o telefonicamente sempre senza dover passare da alcuna segreteria. L’orario dei colloqui è predeterminato così come la durata: in questo modo è possibile salvaguardare al massimo la riservatezza sua e degli altri pazienti evitando anche spiacevoli attese: il suo colloquio, come quello degli altri pazienti, inizierà esattamente all’orario concordato e finirà esattamente all’orario previsto.

Lo psicoanalista è uno psicologo (o un medico) specializzato in psicoterapia che si è sottoposto ad un particolare training psicoanalitico, molto lungo, rigoroso e selettivo, della durata di diversi anni, secondo i criteri stabiliti da istituzioni psicoanalitiche internazionali (IPA, IFPS). Il training psicoanalitico si basa su alcuni elementi formativi fondamentali: l’analisi personale dell’analista, le supervisioni cliniche dei primi pazienti da parte di psicoanalisti esperti ed i seminari clinico teorici. Dunque uno psicologo o uno psicoterapeuta non è uno psicoanalista a meno che non abbia svolto un training specifico.

No e comunque non viene usato nei colloqui di consultazione. Il lettino è uno strumento molto utile nel caso di psicoterapie psicoanalitiche in quanto permette di riflettere più facilmente sui propri stati interni, consente di esprimersi più liberamente e di assumere una posizione più rilassata ma non è nulla di “magico” e quindi va demistificato. Ad ogni modo è bene sfatare un luogo comune: “Sul lettino non vado perché non sono così grave”. E’ vero normalmente il contrario: il lettino può essere usato quando il paziente ha un buon equilibrio psichico ed è quindi in grado di tollerare quella particolare situazione; sono invece i pazienti con maggiori difficoltà che non possono permettersi di andare sul lettino. Il paziente comunque è sempre libero di restare in poltrona, seduto di fronte al terapeuta.

Si, vi sono diversi studi molto rigorosi a riguardo, a differenza di quanto spesso si tende a credere. La psicoterapia è risultata molto più efficace degli psicofarmaci e tra i vari tipi di psicoterapia quella psicoanalitica garantisce migliori risultati anche nel lungo termine. Per approfondire si rimanda alla pagina: Psicoterapia psicoanalitica e prove di efficacia.