E’ importante non guardare solo al sintomo ma comprendere in che modo quel sintomo ha a che fare con quel paziente, in un particolare momento della sua vita, in una particolare situazione. I sintomi possono essere molto vari ed i più comuni sono ansia, attacchi di panico, bassa autostima, senso di inadeguatezza, depressione, mancanza di entusiasmo, pensieri ossessivi o comportamenti compulsivi, difficoltà nelle relazioni sociali o affettive, disturbi del sonno o dell’alimentazione, disturbi nella sfera sessuale. Un sintomo il più delle volte segnala un disagio nascosto e profondo che una buona psicoterapia può riconoscere e comprendere, facendo in modo che il pieno sviluppo del proprio percorso di vita possa proseguire, ampliando le risorse personali.

Una consultazione di psicologia clinica o una seduta di psicoterapia individuale ha un costo di 90 euro e dura 45 minuti .

E’ possibile effettuare il pagamento anche con Bancomat o Carta di Credito.

Le fatture per prestazioni di psicologia clinica e psicoterapia sono detraibili come spese sanitarie.

No, come per ogni prestazione specialistica è previsto il pagamento. Il costo è di 90 euro (+2 euro di imposta di bollo sulla fattura) ed ha una durata di 45 minuti.

Si tratta infatti di un momento molto importante e significativo per paziente e terapeuta. Da un lato necessita di un grande investimento emotivo, dall’altro si tratta di una prestazione professionale altamente specialistica. Non ritengo adeguata la pratica di “offrire” il primo colloquio gratuitamente: al di là delle varie ragioni che vengono addotte, si tratta a mio avviso di una modalità sottilmente “seduttiva e manipolatoria” in cui si cerca “invogliare” il paziente a fare la terapia. Il paziente deve decidere da sé in totale libertà.

Una buona consultazione iniziale, così come un buon percorso psicoanalitico, ha bisogno di tatto e interesse. Ci incontreremo nel mio studio di Milano e lei sarà invitato ad esporre le sue difficoltà. Solitamente alla fine del colloquio cercherò di riassumere quella che sarà stata la mia comprensione delle sue principali aree di disagio. Molto realisticamente avremo bisogno di vederci ancora nei giorni successivi per approfondire e consolidare la riflessione già iniziata e portare a termine una adeguata valutazione iniziale che permetta ad entrambi di capire se proseguire con una psicoterapia e di che tipo.

La frequenza può essere di una o più sedute settimanali.

Viene concordata all’inizio della terapia e dipende dalle specifiche caratteristiche della singola situazione. Una singola seduta settimanale può finire il più delle volte con l’essere monopolizzata dal classico “resoconto degli eventi”: la possibilità di lavorare con continuità sui vissuti emotivi è ridotta e più faticosa. Vi è meno spazio per mettere a fuoco, cogliere, comprendere e approfondire i nessi tra uno specifico problema, una specifica situazione e gli schemi ricorrenti nella propria vita. Una psicoterapia psicoanalitica richiede solitamente una frequenza più elevata, ad almeno due sedute settimanali.

Va detto però che non sempre è necessario vedersi più di una volta a settimana: un percorso supportivo ad una singola seduta settimanale può essere sufficiente in alcune situazioni (spesso con gli adolescenti, oppure in un momento della vita particolarmente doloroso come quello che segue un lutto o una separazione, se questo non è complicato da una preesistente e importante difficoltà che il lutto o la separazione ha messo in luce), che vanno attentamente valutate nella fase di consultazione iniziale.

Attenzione però: una frequenza più elevata non significa una maggiore gravità della situazione, anzi solitamente è il contrario: disturbi molto gravi possono non beneficiare di una frequenza elevata.

Non si può sapere.

Alcuni fattori da cui può dipendere la durata di una psicoterapia psicoanalitica sono: il tipo di problema da affrontare, le capacità e l’esperienza del terapeuta, le risorse del paziente, gli obiettivi che si cerca di raggiungere.

Un percorso di consultazione psicologica – per un meglio comprendere un particolare problema – dura solitamente pochi incontri (in media 4-16 colloqui).

Nel caso di una psicoterapia “mirata” a trovare soluzione ad uno specifico problema la durata va nella maggior parte dei casi da alcuni mesi fino a due-tre anni.

Nel caso di una psicoterapia psicoanalitica o di una psicoanalisi vera e propria il trattamento può durare anche di più. Questo non significa che i primi miglioramenti sintomatici non possano realizzarsi in tempi relativamente brevi: la mera scomparsa del sintomo però non sempre implica la risoluzione del problema che, se non viene perseguita, tornerà a presentarsi con forme diverse.

No, solo i medici possono prescrivere i farmaci. La psicoterapia psicoanalitica cerca di agire sulle cause del disturbo mentre gli psicofarmaci, come ad esempio le benzodiazepine o gli SSRI utilizzati nei disturbi d’ansia e nei disturbi depressivi, agiscono solo sul sintomo.

Se lo riterremo necessario potremo discutere della possibilità di ricorrere anche ad una consultazione e ad una eventuale prescrizione farmacologica: se richiesto posso indicare dei nominativi di autorevoli psicofarmacologi e psichiatri di mia fiducia con i quali collaboro.

La libertà di iniziare, proseguire o terminare la psicoterapia è sempre salvaguardata.

Va detto che chiunque inizi una psicoterapia ha comprensibilmente dei timori ed ognuno ha le proprie specifiche e significative paure. Quando ci accorgeremo della presenza di qualche timore, sarà fondamentale poterli esprimere pienamente. Un percorso psicologico, come qualunque relazione, deve basarsi sulla reciproca fiducia per non essere inevitabilmente destinato a fallire.

Lo psicoanalista è uno psicologo (o un medico), specializzato in psicoterapia, che ha seguito un particolare training psicoanalitico, molto selettivo, lungo e rigoroso, della durata di diversi anni, secondo i criteri stabiliti da istituzioni psicoanalitiche internazionali (IPA, IFPS).

Il training psicoanalitico si basa su alcuni elementi formativi fondamentali: l’analisi personale dell’analista, le supervisioni cliniche dei primi pazienti da parte di psicoanalisti esperti ed i seminari clinico teorici.

Uno psicologo, uno psicoterapeuta o uno psichiatra non è uno psicoanalista a meno che non abbia svolto un training specifico.

No e comunque non viene usato nei colloqui di consultazione.

C’è da dire che il lettino è uno strumento molto utile nel caso di psicoterapie psicoanalitiche in quanto permette di riflettere più facilmente sui propri stati interni, consente di esprimersi più liberamente e di assumere una posizione più rilassata ma non è nulla di “magico”. Ad ogni modo è bene sfatare un luogo comune: “Sul lettino non vado perché non sono così grave”. E’ vero normalmente il contrario: il lettino può essere usato quando il paziente ha un buon equilibrio psichico ed è quindi in grado di tollerare quella particolare situazione; sono invece i pazienti con maggiori difficoltà che non possono permettersi di andare sul lettino. Il paziente comunque è sempre libero di restare in poltrona, seduto di fronte al terapeuta.

Si, vi sono studi molto rigorosi a riguardo.

La psicoterapia è risultata molto più efficace degli psicofarmaci e tra i vari tipi di psicoterapia quella psicoanalitica garantisce migliori risultati anche nel lungo termine. Per approfondire si rimanda alla pagina: Psicoterapia psicoanalitica e prove di efficacia.

Come previsto dal codice deontologico, lo psicologo e lo psicoterapeuta è strettamente tenuto al rispetto del segreto professionale: nulla di quanto emerge nei colloqui può essere rivelato a terzi né possono essere fornite a terzi informazioni circa le prestazioni professionali effettuate.

Lo studio non ha segreteria ed è accessibile solo previo appuntamento. È possibile prenotare un appuntamento via mail o telefonicamente sempre senza dover passare da alcuna segreteria. L’orario dei colloqui è predeterminato così come la durata: in questo modo è possibile salvaguardare al massimo la riservatezza sua e degli altri pazienti evitando anche spiacevoli attese: il suo colloquio, come quello degli altri pazienti, inizierà esattamente all’orario concordato e finirà esattamente all’orario previsto.